Riflessioni sorte dal libro “Etica per i giorni difficili” di Vito Mancuso
In questi giorni sto leggendo l’ennesimo libro di Vito Mancuso “Etica per i giorni difficili”.
Alcune sue domande iniziali pongono il lettore subito sulle tracce di cosa è l’Etica e come l’autore l’intende.
Tu ritieni che per te vi sia qualcosa più importante di te, più importante, dico, del tuo successo e del tuo piacere? Conosci qualcosa di fronte a cui senti che ti devi fermare e conformare l’agire? Esiste per te qualcosa di indisponibile, rispetto a cui sei piuttosto tu che ti metti a disposizione? Sì, no? Se sì, chiamalo come vuoi questo qualcosa più importante, magari utopia, legge morale, bellezza, verità, scienza, giustizia, ideale politico, forse anche Dio; il punto essenziale però e che tu vivi per un valore che supera l’orizzonte del tuo semplice io, e i tuoi fini e le tue norme ti derivano da altrove. Se è così, tu conosci qualcosa più forte e meritevole di te in base a cui decidi cosa tu debba fare e cosa no, per cui non sei un sistema chiuso ma aperto.
Più avanti:
L’etica nei migliori dei casi lascia il posto ad atteggiamenti quali calcolo, utilità, interesse, compromesso, adeguazione, gentilezza, nel peggiore dei casi solo alle voglie e i capricci dell’io. Perché vi sia etica in senso proprio vi deve essere la percezione di trovarsi al cospetto di qualcosa di più importante del proprio impegno personale, interesse e il desiderio di obbedirvi.
Queste stesse domande io le rivolgo ai membri di Team quando lavoro con loro ai fine di creare un al di là collettivo.
Creare una squadra vuol dire vedere prima di tutto l’oltre che c’è nel farlo. Andare oltre se stessi, andare oltre ’al di là’, cosi ben descritto da Vito Mancuso “L’aldilà come ho già osservato, tale concetto non è da intendersi necessariamente in senso fisico o metafisico, l’essenziale è che lo si avverta in senso esistenziale concependolo come superiore orizzonte di valore rispetto all’immediato interesse personale. Nasce dalla percezione di trovarsi al cospetto di un valore più importante del proprio interesse immediato”..
Parlare di “al di là” nelle aziende sembra molto fuori posto. Ma non lo è: vedere nota ***
Al di là per le Aziende non si riduce ad un incremento di profitto.
Dopo tanti anni di esperienza nelle organizzazioni posso affermare che il profitto/la performance è una conseguenza diretta ed immediata di un al di là molto più importante: il valore che l’azienda crea non solo per se stessa, ma anche per i propri dipendenti e per tutti gli stakeholder collegati. Il prodotto che l’azienda produce che valore crea per il cliente finale? Dal semplice status quo, al riconoscimento, fino ad arrivare a un valore di bene comune, di benessere collettivo. Un individuo non può stare bene da solo a discapito di altri, siamo tutti interconnessi e il bene, per essere tale, deve essere collettivo, condiviso. E’ questo lo scopo di un team, di un’Organizzazione? E’ questo l’al di là di un Organizzazione?
Il team è uno spazio comune in cui muoversi e creare qualcosa che è generato da più menti anziché una sola. Lavorare sull’inclusione, sulla creatività, sull’innovazione raggiungendo un risultato che è superiore al risultato che un singolo avrebbe raggiunto da solo.
Occorre credere e agire in linea con Valori comuni in cui ogni membro del Team liberamente si attiene.
Vito Mancuso definisce l’Etica = Valori + Libertà.
Per valori intende “La percezione dì qualcosa che si manifesta alla mente come più importante del proprio immediato interesse personale e del proprio immediato e personale piacere . L’etica scaturisce da un sentire, percepire qualcosa che si rivela sotto forma di comando ordinando di fare o non di fare “.
Per libertà intende “la capacità di assentire oppure no all’appello percepito. Nella fattispecie di voler rispondere e quindi dimostrarsi responsabili. Senza libertà, in quanto volontà e responsabilità personale, non c’è etica”.
I membri di un Team una volta definiti i valori che li rappresentano e che travalicano gli interessi personali dei singoli, e attenendosi liberamente agli stessi, arrivano a quel valore etico, così definito da Vito Mancuso, come “utopia, legge morale, bellezza, verità, scienza, giustizia, ideale politico” e che io umilmente ho definito “Bene comune” a cui attenersi ed obbedire. La parola obbedienza fa la differenza fra valori scritti sulla carta e valori liberamente agiti. Non obbedisco a quei valori perché DEVO ma perché VOGLIO, perché credo in un bene comune che mi travalica e che travalica il mio individualismo. Perché voglio che l’azienda in cui lavoro sia agente di cambiamento e lasci nel pianeta Terra un segno di vita e non di morte.
E’ questo il messaggio che cerco di trasmettere ai Team con cui lavoro.
***Pagina 71 del libro- “Consideriamo l’economia dove per alcuni, al pari della politica, l’etica non avrebbe spazio, e dove invece la prosperità è direttamente proporzionale al rispetto dell’etica come si evince dal fatto che gli Stati nei quali è più alto il tasso di legalità e la corruzione ai minimi livelli, sono esattamente gli stessi economicamente più forti; e naturalmente viceversa: meno etica meno risultati economici”.
