I bambini esprimono pienamente le loro emozioni. Piangono, gridano, calciano, saltano di gioia. Ogni volta che esprimono un’emozione forte ecco che dopo poco questa emozione svanisce e non si trova più traccia di essa nei loro comportamenti.
Che fine ha fatto questa libertà di espressione delle proprie emozioni in noi ?
Ci hanno insegnato, genitori insegnanti e altri sin da piccoli a sopprimere le nostre emozioni. Non piangere sei un uomo. Non gridare sei una donna.
Le emozioni vivono con noi sempre e la nostra cultura ci ha insegnato molto volte a sopprimerle. La soppressione comporta il negare anche il messaggio neutro che ogni emozione porta con sé.
Il negare non vuol dire cancellare. Le emozioni negative rimangono in noi, covano e portano via molta della nostra energia in pensieri ed azioni.
Che cosa cambierebbe nella nostra vita se l’energia che rabbia, invidia, rancore assorbono, fosse rilasciata? Che benefici avremmo?
Molti conoscono il detto” il tempo guarisce tutto”. Questo può essere riformulato con “datemi abbastanza tempo per sopprimere tutto”
La soppressione delle proprie emozioni non è negativa. Esempio in ufficio se esprimessimo sempre le nostre emozioni potremmo avere problemi relazionali.
E’ l’abituale soppressione che può essere considerata non salutare. Quante volte ci riempiamo di cose da fare, di attività, di incontri,di relazioni vuote, di droghe, di televisione per non essere in contatto con le nostre emozioni più intime.
Questo eccessivo scappare dalle emozioni, questo sopprimerle, ha creato un industria consumistica mondiale.
La soppressione delle proprie emozioni è un polo di un pendolo, dall’altra parte c’è l’espressione.
Esempio se ci sentiamo tristi e piangiamo il pianto si presenta a volte liberatorio, soprattutto se lo abbiamo soppresso per tanto tempo . L’espressione delle proprie emozioni aiuta la loro liberazione.
Pur tuttavia anche l’eccessiva espressione delle proprie emozioni può creare ritorni non positivi sulla persona stessa che li esprime sia come risposta di altri, sia come reazione su se stessa . A volte si arriva anche a manifestazioni violente con conseguenze pesanti.
Qual è allora la nuova proposta?
Quella di rilasciare le emozioni. Di conoscerle, accettarle e una volta attraversate rilasciarle.
Se voi pensate ai gesti che si compiono per lasciare andare sicuramente ve ne verranno in mente qualcuno, quando per motivi particolari la vita vi spinge agli angoli e vi sembra di non avere altra scelta.
Abbiamo gesti naturali che mettiamo in atto per rilasciare: quello più consigliato per esempio è una sana risata di pancia.
Come possiamo ri-imparare a rilasciare le nostre emozioni naturalmente?
Propongo tre modi per affrontare il processo di rilascio, e tutti conducono allo stesso risultato: liberare la propria capacità naturale di lasciare andare al momento qualsiasi emozione indesiderata e consentire ad una parte dell’energia soppressa nel subconscio di essere dissipata.
· Il primo modo è scegliere di lasciar andare l’emozione indesiderata.
· Il secondo modo è quello di accogliere la sensazione, lasciare che l’emozione sia solo quella che è.
· Il terzo modo è quello di immergersi nel nucleo stesso dell’emozione.
Questa è la mia proposta: viviamo assieme l’esperienza del lasciare andare.
