Oggi un cliente mi ha richiesto una sessione urgente in quanto aveva un tema da lui definito dilaniante.
Il cliente ha deciso di licenziarsi da un’azienda in cui lavora da 3 anni e mercoledì prossimo lascerà i colleghi per la nuova azienda. Scelta già presa: licenziarsi. Pur tuttavia, ora, al momento di attuare questa decisione, la stessa si rivela piena di sofferenza perché i tanti dubbi, assopiti prima, ora riemergono e si rinforzano l’uno con l’altro. Il cliente visibilmente soffre, non può più tornare indietro, può solo andare avanti. Credeva di aver fatto un’analisi dettagliata dei pro e contro prima di decidere ed ora l’emozioni hanno il sopravvento e questi dati oggettivi risultano annebbiati, confusi. Il cliente fa fatica a ricordarli.
Come si spiega quanto sta succedendo al cliente?
Ogni processo decisionale è complesso: in esso entrano in gioco, dati oggettivi, valutazioni razionali, emozioni, aspettative, valori e bisogni.
Sui dati razionali e conseguenti valutazioni c’è molta letteratura: come seguire un processo logico di analisi delle componenti oggettive coinvolte e come arrivare ad una decisione ponderata, si è scritto molto. Si è scritto molto sul potere e il ruolo delle emozioni nel processo decisionale: alcuni sostengono che, fatta una valutazione oggettiva dei dati, la stessa può essere poi stravolta in quanto la decisione finale viene presa su base emotiva, chiamata anche Euristica degli affetti. La sua precisa definizione è “l’insieme di regole per risolvere problemi, prendere decisioni, esprimere giudizi, basato sull’affettività e sulle emozioni” Paul Slovic professore di Psicologia Dell’Università dell’Oregon (Usa). Paul Slovic nei suoi esperimenti collega gli stessi agli effetti di una reazione emotiva di fronte ad un problema. In molti casi le nostre reazioni emotive individuano velocemente i diversi dati rilevanti e ci permettono di giudicare e decidere efficacemente, aggirando lo svolgimento di calcoli complessi o addirittura impossibili per le nostre capacità limitate. Ma l’euristica degli affetti può portarci talvolta fuori strada. Pag 120 del libro Scelte Vincenti di Fabio Ciuffoli.
Torniamo al mio cliente che ha deciso e una volta deciso è sopraffatto da dubbi dilanianti.
Quale altre elemento va tenuto in considerazione in una decisione?
Voice Dialogue, la tecnica che si basa sulla teoria che dentro di noi esistono una moltitudine di Sub-Personalità, aggiunge un’ulteriore riflessione o meglio punto di attenzione da considerare nelle decisioni.
Quale parte di noi sta decidendo per noi? E’ una Parte dominante in noi stessi? O è una Parte da noi poco conosciuta? Se io mi identifico con la mia parte Attivista e penso di essere solo quello, è chiaro che molte mie decisioni verranno prese dalla mia parte Attivista e non da me. Andranno in automatico, lasciandomi poi, a decisione presa, piena di dubbi e perplessità.
Non posso far scegliere una Parte di me che non conosco, ovvio .
Quindi come uscire da questo processo, in cui non c’è libertà di scelta consapevole?
Voice Dialogue propone di facilitare la Parte di noi in cui ci identifichiamo e ascoltare le sue istanze a favore della decisione o contro, poi invitare il cliente a contattare e quindi facilitare la Parte opposta (nel caso dell’Attivista la Parte opposta è quella che non fa, che sta) e ascoltare le sue istanze a favore di una decisione piuttosto che un’altra. Una volta ascoltate entrambe le due Parti che sono in Polarità, verificare se esistono altri Parti che vogliono dire la loro, e alla fine invitare il cliente a porsi in una posizione di Consapevolezza – chiamata anche META POSIZIONE: solo in quella posizione il cliente potrà prendere e SCEGLIERE la decisione migliore che inglobi le diverse istanze. La metafora è che noi siamo un Consiglio di Amministrazione e quindi per prendere una decisione occorre ascoltare sia i Soci di Maggioranza che quelli sconosciuti detti di Minoranza, che pensiamo di non avere e che invece esistono e hanno pieno diritto nel nostro Consiglio di Amministrazione che si chiama Molteplicità di Io. A quel punto possiamo scegliere quale decisione prendere e non essere vittima dei nostri Sé in cui ci siamo fortemente identificati. Se sei interessato/a ad approfondire il tema scrivimi e partecipa al webinar del 11 maggio https://www.eventbrite.com/e/biglietti-fai-fatica-a-decidere-594048664547
