Come si prendono decisioni?
Recentemente ho letto un libro che introduce un tema, a noi Facilitatori Voice Dialogue molto noto. Il titolo del libro è” The Opposable Mind: How Successful Leaders Win Through Integrative Thinking (English Edition) di Roger L. Martin”
L’autore di questo libro invita i Leader a considerare, nel prendere decisioni, non solo il solito modo di pensare ma anche l’opposto. Ci invita a non analizzare soluzione A o soluzione B ma ad allenarci nel creare una soluzione C che contempli entrambe le istanze di A e B. Quindi non decido se questo o quello, ma decido questo e quello, anche se i due fattori sembrano in forte contraddizione fra di loro.
Parla quindi di Pensiero integrativo che richiede allenamento. La definizione è: la capacità di affrontare in modo costruttivo la tensione di idee opposte e, invece di sceglierne una a scapito dell’altra, generare una risoluzione creativa della tensione sotto forma di una nuova idea che contiene elementi delle idee opposte ma è superiore a ciascuna di esse.
Come Facilitatori Voice Dialogue ***siamo fortemente sintonizzati sul processo di integrazione descritto da Roger L. Martin . In effetti un principio fondante della tecnica di VoiceDialogue è quello di, analizzati i nostri Sé Primari, scoperti i nostri Sé Rinnegati, iniziare un processo di integrazione fra le Sub-personalità che passi attraverso momenti continui di dinamica Consapevolezza. Quindi dare voce non solo a quella Parte di noi che rappresenta il nostro prevalente modo di pensare, ma anche a quella Subpersonalità che la pensa in modo fortemente contrario in modo che nel Cliente possa nascere immediatamente uno stimolo ad integrare entrambi le Parti.
Questo processo di integrazione è alla base di scelte e decisioni consapevoli /innovative.
Lo stesso processo di integrazione è descritto altresì molto bene anche nel libro.
Riporto:
Negli ultimi quindici anni, prima come consulente di gestione e poi come preside di una scuola di business, ho studiato i leader che hanno ottenuto risultati straordinari ed esemplari, cercando di individuare un tema comune che attraversasse i loro successi. Negli ultimi sei anni, ho intervistato più di cinquanta leader di questo tipo – alcuni anche per otto ore – e mentre ascoltavo, un tema comune è emerso con sorprendente chiarezza. I leader che ho studiato condividono almeno una caratteristica, oltre al talento per l’innovazione e il successo aziendale a lungo termine. Hanno la predisposizione e la capacità di tenere in testa due idee diametralmente opposte. E poi, senza farsi prendere dal panico o accontentarsi di un’alternativa o dell’altra, sono in grado di produrre una sintesi che è superiore a entrambe le idee opposte. Il pensiero integrativo è il mio termine per indicare questo processo – o più precisamente questa disciplina di considerazione e sintesi – che è il segno distintivo delle aziende eccezionali e delle persone che le gestiscono……
Non sono certo il primo a notare questa notevole capacità della mente umana. Sessant’anni fa, F. Scott Fitzgerald considerava “la capacità di tenere in mente due idee opposte allo stesso tempo e di mantenere la capacità di funzionare” come il segno di “un’intelligenza di prim’ordine”. L’ultima frase è eloquente. Secondo Fitzgerald, solo le persone con i più alti livelli di intelligenza nativa hanno la capacità di usare la loro mente opponibile per creare nuovi modelli.
Noi crediamo che questa intelligenza /mente opponibile si possa allenare attraverso il processo di voice dialogue: la persona dà voce ai due opposti e poi in una fase di consapevolezza analizza come può avvenire l’integrazione fra le due istanze, creando una sintesi che contempli entrambi .
Perché a molti leader è richiesto questa Mente opponibile?.
In quest’epoca satura di informazioni, in cui ogni nuovo dato complica un quadro già di per sé incredibilmente complesso, il pensiero integrativo potrebbe essere una necessità se vogliamo trovare la strada per superare le molteplici difficoltà in cui ci troviamo. Certamente il mondo degli affari sembra maturo per un nuovo approccio alla risoluzione dei problemi.
Il pensiero integrativo ci mostra un modo per superare i limiti binari dell’uno o dell’altro. Ci mostra che esiste un modo per integrare i vantaggi di una soluzione senza annullare i vantaggi di una soluzione alternativa. Il pensiero integrativo ci permette, secondo le parole del poeta Wallace Stevens, “la scelta non tra, ma di”.
Nel libro sono descritti diversi casi reali in cui tale modello è stato applicato con successo
Come dice il professore di psicologia cognitiva Jordan Peterson: “In questa stanza c’è una ricchezza infinita di informazioni, ma quando entrate e le elaborate, vedete solo le cose che servono direttamente ai vostri scopi. Le cose che non conosci e i territori in cui non sai come muoverti sono ovunque”.
Per informazioni di come avviene una sessione di Voice Dialogue contattami/ci
**La tecnica di Voice Dialogue fondata da Sidra e Hal Stone negli anni ‘60 si basa sul principio fondamentale che noi siamo una moltitudine di Sub-personalità, che convivono dentro di noi. Ne conosciamo solo alcune, e molte le rinneghiamo anche se fanno parte di noi.
